Joan Mirò a Padova, tra naturalezza fisica e materialità

02/03/2018

Sarà inaugurata il 10 marzo prossimo a Padova la mostra “Joan Miró: Materialità e Metamorfosi”, sul maestro del surrealismo del Novecento.

Joan Mirò nasce a Barcellona nel 1893, e già all’età di 8 anni la sua inclinazione per il disegno comincia a farsi sentire, con le prime “prove d’artista” nella bottega di orefice e orologiaio del padre. Su insistenza di quest’ultimo, il giovane Joan tentò la carriera del contabile, presto stroncata da un esaurimento nervoso che lo riportò alla sua vocazione.

Nel 1912, a Parigi, scopre il fauvismo e il Circolo Artistico di Saint Lluc. Pochi anni dopo conobbe Picasso, il dadaismo e il surrealismo: cominciò così a sperimentare con le litografie, l'acquaforte, la scultura e la pittura su carta catramata e vetro. Nell’arco di poco tempo, diventò uno dei maggiori esponenti del surrealismo del Novecento.

La mostra di Palazzo Zabarella a Padova propone al visitatore un allestimento di oltre ottantacinque  tra disegni, sculture, collages e arazzi di Joan Mirò. Come dice il titolo, filo conduttore della rassegna è l’indagine sulla naturalezza fisica nell’approccio dell’artista alle proprie opere, che ne fece un precursore assoluto delle tecniche di produzione artistica nel ventesimo secolo. In oltre 60 anni di attività, l’artista spagnolo pone al centro del processo immaginifico e creativo l’elaborazione dei materiali e dei supporti, che diventano essi stessi centro nevralgico del significato artistico. Altro tema importante della mostra è lo sviluppo di un linguaggio innovativo, caratterizzato da segni visivi come matasse di filo o collage di fil di ferro. Di nuovo, la morfologia dei materiali - e non solo la “traccia” che lasciano - assumono significati autonomi e diventano chiave d’interpretazione per l’intera opera, in uno scambio di ruoli tra mezzo e scopo artistico.

Per maggiori informazioni sulla mostra rimandiamo a questa pagina.

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